Infortuni, prevenzione e trattamenti nel Padel

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Il Padel rappresenta uno sport emergente, ancora non molto conosciuto, ma praticato da persone di tutte le età, sportivi e non, per via dell’apparente semplicità del suo gesto sportivo.

In realtà, in partita sono richiesti rapidi e frequenti cambi di direzione, insieme a ripetuti movimenti con la racchetta. La combinazione di queste attività richiede un’adeguata e notevole preparazione atletica, sottovalutata dalla maggior parte dei partecipanti.

Questo causa un elevato rischio di infortuni, la cui percentuale aumenta se accompagnata da alcune condizioni fisiche, come l’età avanzata, un’eccessiva BMI, e una scarsa agilità. Secondo gli ultimi studi possiamo dividere gli infortuni più frequenti in tre distretti: arti superiori, arti inferiori e schiena.

  1. Le articolazioni degli arti superiori più colpite sono il gomito (20%) e la spalla (12%) a causa dei movimenti compiuti dal braccio che impugna la racchetta.
  2. Le articolazioni degli arti inferiori coinvolte sono la caviglia (19%) e il ginocchio (12%) a causa dei continui rapidi cambi di direzione.
  3. La parte della schiena interessata è la zona lombare (14%), a causa degli scatti improvvisi e delle rapide torsioni che richiedono un’importante attivazione muscolare.

L’obiettivo della riabilitazione sarà quello di portare l’atleta ad un recupero rapido e completo, con una ripresa del gioco senza rischio di recidive di infortuni.

Vediamo qual è il trattamento ottimale per ciascuna condizione dolorosa che interessa questi distretti.

PATOLOGIE ARTO SUPERIORE

Spalla

Nel caso di patologia dolorosa di spalla, la cui insorgenza può essere traumatica, in seguito ad un movimento brusco e repentino durante il gioco, oppure insidiosa, ovvero con comparsa graduale con un miglioramento durante il gioco e un peggioramento a riposo, la cosa fondamentale per evitare un aggravamento del quadro doloroso con conseguente stop forzato, sarà ridurre il carico di lavoro.

Prevenzione

In generale tutto l’arto superiore, ed in particolare quello dominante, in sport come il Padel o il Tennis viene ad essere maggiormente sovraccaricato. Fondamentale per prevenire danni all’articolazione della spalla è il rinforzo di quei muscoli che fanno parte della cuffia dei rotatori: una sorta di struttura protettiva costituita da un complesso muscolo-tendineo che, se forte, sostiene maggiormente questa articolazione. Saranno quindi indispensabili esercizi di intra ed extra rotazione, ad esempio con l’utilizzo di bende elastiche o resistenze progressive e rinforzo selettivo del muscolo bicipite.
Il braccio lavora al meglio se lavora in sinergia con la scapola, è quindi fondamentale ricreare esercizi affinché queste due componenti lavorino in modo coordinato per sprigionare maggior forza e range di movimento.

L’anatomia della spalla la rende un’articolazione molto instabile ma anche per questo punto si possono svolgere esercizi specifici di propriocezione che allenano la spalla alla coordinazione e alla stabilità.

Trattamento

Mentre a volte il riposo assoluto può essere controproducente perché porterebbe ad un ulteriore indebolimento dei muscoli e dei tendini della spalla, il riposo relativo* associato a terapie fisiche antinfiammatorie (come tecarterapia e laserterapia) può essere una valida strategia per una ripresa più rapida e sicura dell’attività sportiva.

Superata la fase di dolore più acuto, sarà fondamentale andare ad agire su tutti quei fattori che possono aver portato alla comparsa della condizione dolorosa; tra questi i più frequenti sono:

  • Errori tecnici nei movimenti di gioco;
  • Ridotta forza e coordinazione neuromuscolare dei muscoli della spalla;
  • Sovradosaggio degli allenamenti con tempi di recupero insufficienti;
  • Difficoltà nel coordinare i diversi distretti corporei durante il gesto: un movimento corretto è frutto di una sinergia tra arti inferiori, tronco e distretto superiore, che se non rispettata può portare la spalla a dover compensare con un maggior rischio di infortunio.

Sarà pertanto fondamentale impostare un programma di esercizi mirato e progressivo che vada a rinforzare le strutture della spalla ai gesti veloci ed esplosivi tipici del Padel. Sarà importante integrare questo tipo di lavoro con esercizi di rinforzo e propriocezione degli arti inferiori e del tronco, affinché la spalla trovi una base solida per poter essere maggiormente performante durante il gioco.

La valutazione da parte di uno specialista è importante per avere una diagnosi corretta e un programma di cura e recupero adeguato per non perdere tempo e non incorrere in problematiche più complesse e durature.

*(riduzione nel numero o intensità degli allenamenti oppure, nel caso di dolore intenso che non permetta la prosecuzione del gioco, interruzione degli allenamenti per un breve periodo, con impostazione di un programma di lavoro di tipo aerobico, fondamentale per non perdere la fitness cardiorespiratoria, e di esercizi specifici di rinforzo del distretto coinvolto).

Gomito

È intuitivo come nel Padel l’arto superiore e più nello specifico il gomito del lato che impugna la racchetta, sia continuamente sollecitato sia dalla ripetitività del gesto che dalle vibrazioni provenienti dalla racchetta stessa.

Tra le condizioni dolorose maggiormente diffuse che coinvolgono questo distretto ci sono l’epicondilite o gomito del tennista, che interessa la zona dove si inseriscono i tendini estensori del polso, e l’epitrocleite, che interessa l’inserzione dei tendini flessori del polso; si tratta di vere e proprie tendinopatie, ovvero condizioni di dolore e impotenza funzionale in cui i tendini interessati si presentano infiammati e a volte proprio degenerati.

Prevenzione

Per prevenire processi infiammatori a carico delle sedi di inserzione tendinee del gomito è opportuno avere una muscolatura forte ma allo stesso tempo elastica, non contratta.

È quindi indispensabile rafforzare i muscoli dell’avambraccio a cui normalmente non è riservato un allenamento specifico e al contempo eseguire sessioni di stretching statico e dinamico a livello di questa muscolatura.

Lo stretching è spesso sottovalutato, soprattutto a livello amatoriale: è però importante capire che aiuta ad avere performance sportive migliori.

Risulta inoltre importante l’analisi del gesto atletico: tutto l’arto superiore deve eseguirlo ed ogni sua componente deve lavorare in sinergia con l’altra. Quindi non si alleneranno solo i muscoli dell’avambraccio ma si ricreeranno movimenti in differenti setting tipici di questo sport affinchè tutto l’arto superiore venga allenato in maniera corretta e funzionale.

TrattamentoIl trattamento deve tenere conto che all’origine di questa condizione c’è spesso uno squilibrio tra la capacità di carico (ovvero il grado di allenamento, la resistenza) di queste strutture tendinee e le intense sollecitazioni alle quali vengono sottoposte, complici anche gli errori nell’esecuzione dei gesti tipici di chi inizia a praticare questa disciplina: questo imbalance, se non opportunamente gestito, a lungo andare può portare all’insorgenza dei quadri patologici sopracitati.

In una prima fase di infiammazione generalmente il dolore si presenta solo a riposo al termine dell’attività sportiva, per cui una riduzione del numero e dell’intensità degli allenamenti associata a terapie antinfiammatorie, potrebbero risultare sufficienti per la risoluzione della sintomatologia. Qualora questa condizione venga sottovalutata e i sintomi si aggravino con un dolore intenso presente sia a riposo che durante le attività, diventerà fondamentale rivolgersi ad uno specialista.

Per un recupero completo dal dolore e un ritorno all’attività sportiva pre-infortunio sarà fondamentale:

  • Risolvere il quadro di infiammazione tendinea mediante l’uso di terapie fisiche strumentali (tecarterapia e laserterapia) e trattamenti manuali;
  • Impostare un programma di esercizi mirati volti a rinforzare le strutture colpite del gomito, prima con esercizi specifici per i tendini coinvolti, poi con esercizi più globali volti a reinserire il gesto dell’arto superiore in un quadro di movimento più globale specifico del padel;
  • Correggere eventuali errori nella tecnica di gioco;
  • Scegliere una racchetta adeguata.

PATOLOGIE ARTO INFERIORE

Ginocchio

Le patologie del ginocchio possono avvenire in modo diretto oppure indiretto.

I traumi più importanti accadono durante una partita, e sono legati a movimenti improvvisi della gamba, come una torsione interna o esterna del ginocchio con il piede fisso a terra, una caduta sul ginocchio stesso, o un’estensione eccessiva, e possono portare a lesioni meniscali e/o legamentose.

In questo caso, il danno risulta subito evidente: l’articolazione può diventare gonfia e calda, cambiando e scurendo anche il colore della cute; un’altra manifestazione possibile è la difficoltà a compiere una flessione o un’estensione completa o, nei casi peggiori, anche a caricare il proprio peso sull’arto.

In altri casi invece le patologie si strutturano più lentamente, e il paziente potrebbe non riconoscere subito l’origine e il motivo del suo dolore. La causa più comune è un sovraccarico funzionale dell’articolazione, causato da un’insufficienza muscolare, che può sfociare in tendinopatia rotulea o lesioni muscolari, più comunemente dei flessori del ginocchio.

Prevenzione

Risulta anche in questo caso fondamentale il rinforzo muscolare: in particolare specifico per i fasci del quadricipite e per i muscoli del polpaccio per avere un’impalcatura solida a sostegno dell’articolazione del ginocchio.

È importante inoltre creare, all’interno di un allenamento preparatorio all’attività, delle situazioni di instabilità per l’arto inferiore e ricreare setting di gioco in cui viene richiesto all’atleta di riprodurre movimenti rapidi e scatti incrementando ulteriormente la difficoltà dell’esecuzione con ostacoli, target e slalom in modo tale che vengano trasmesse e memorizzate informazioni a livello centrale. Si utilizzeranno quindi terreni diversificati o pedane propriocettive sia in mono che bi-podalica: questi esercizi sono utili a migliorare propriocezione e coordinazione, affinchè, durante la partita, l’intero arto inferiore sia già in grado di gestire situazioni “stressanti”.

Trattamento

Dopo un infortunio diretto, il medico Ortopedico decide insieme al paziente, in base al tipo di lesione, come affrontare la terapia, se in modo conservativo oppure chirurgico.

Nel caso di scelta riabilitativa, il progetto è diviso in diverse fasi, ciascuna scandita dal raggiungimento di obiettivi progressivi.

All’inizio, lo scopo è di ridurre il dolore, eliminare il gonfiore, recuperare il movimento completo e iniziare l’attivazione muscolare con esercizi semplici che promuovano la vascolarizzazione e la guarigione delle strutture.

In seguito, il lavoro è incentrato sull’aumento della forza e del controllo motorio, affiancato in un secondo momento da esercizi di agilità ed equilibrio.

La fine del piano terapeutico è focalizzata sulla ripresa del gesto sportivo del padel, e sulla prevenzione di eventuali infortuni futuri.

Caviglia

Le distorsioni di caviglia sono uno tra gli infortuni del distretto inferiore più frequenti di questo sport e se non opportunamente trattate, possono portare ad un’instabilità cronica di caviglia che può determinare conseguenze anche sulla performance sportiva.

Prevenzione

Per quanto riguarda la prevenzione di distorsioni della caviglia è fondamentale parlare di propriocezione. L’allenamento propriocettivo garantisce un miglior controllo dell’attività muscolare, una maggiore stabilità articolare, una maggiore resistenza ai microtraumi, un maggior senso dell’equilibrio e un controllo assoluto del gesto tecnico.

Per allenare al meglio questa componente è utilissimo utilizzare superfici instabili su cui allenarsi in mono o bi-podalica o pedane sensibili alla variazione del baricentro che diano un feedback visivo all’atleta. Questi esercizi vanno a stimolare recettori presenti sulla pianta del piede che inviano informazioni a livello cerebrale.

Trattamento

Nel trauma acuto distorsivo di caviglia sarà fondamentale una presa in carico repentina da parte dello specialista che in prima istanza dovrà escludere fratture ossee che necessitano di un trattamento congruo al tipo di frattura. Una volta escluse, nelle prime 24-48 h successive al trauma si attua il protocollo POLICE: attraverso l’uso del ghiaccio e della compressione, associati a riposo ed elevazione, si cerca di ridurre lo stravaso ematico e il dolore post-traumatici.

Superate la fase acuta sarà già possibile iniziare un blando programma di mobilizzazione della caviglia, associato ad esercizi di rinforzo e di propriocezione in scarico; l’obiettivo di questa fase è riprendere le attività in carico nel più breve tempo possibile rispettando i tessuti lesionati.

Nel prosieguo della terapia è necessario rinforzare i muscoli di tutto l’arto, tornando presto ad inserire la caviglia in circuiti funzionali che possano riproporre i movimenti e i cambi di direzioni tipici del padel; altro aspetto fondamentale è la riabilitazione propriocettiva che vede l’uso di tavolette e superfici instabili e che ha l’obiettivo di rendere la caviglia più stabile e maggiormente responsiva a tutte le sollecitazioni che un’atleta ha in campo.

PATOLOGIE della SCHIENA

La zona lombare della schiena rappresenta un punto critico per la maggior parte delle persone, sia per coloro che fanno un lavoro sedentario, sia per sportivi che sottovalutano l’importanza della stabilità posteriore del tronco.

Come già anticipato, durante uno sport come il padel, si compiono movimenti bruschi che implicano una rotazione continua del busto, associata ad estensioni e inclinazioni.

I muscoli della schiena devono avere la capacità di adattarsi (allungarsi – accorciarsi – contrarsi) come se fossero delle molle sempre in movimento.

Per supportare quindi tale carico di lavoro, è necessaria una preparazione fisica focalizzata sull’attivazione mirata e sul rinforzo bilanciato della zona posteriore e di quella anteriore.

In caso di debolezza quindi, durante un gesto sportivo, possono capitare episodi acuti come contratture o stiramenti a livello muscolare, che vengono percepiti dai giocatori come se fossero nei “nodi” alla schiena, o ancora come una forte rigidità che impedisce loro i movimenti più comuni durante il quotidiano.

Prevenzione

Quando si parla di “mal di schiena” si pone sempre troppa poca attenzione al rinforzo della “Core”.

La Core stability è un complesso muscolare che, se ben allenato, funge da sostegno e da impalcatura per il nostro corpo andando a sgravare la schiena da questo compito. Una tra le attività motorie che meglio allenano questa componente muscolare è sicuramente il Pilates che può essere integrato all’interno della preparazione atletica settimanale dell’atleta di Padel.

Anche per la schiena è importante parlare di rinforzo muscolare, in particolare dei muscoli estensori.
Durante l’allenamento, è opportuno dedicare uno spazio allo stretching, per mantenere elastico il tessuto muscolare.

Trattamento

L’approccio di queste problematiche è volto all’individuazione dell’origine del problema e, una volta appurata essere di natura muscolare, si passa al trattamento fisioterapico.

Nella prima fase l’utilizzo di tecniche di Terapia Manuale può essere utile per il rilassamento dei tessuti muscolo-fasciali, che permette poi il miglioramento nelle diverse direzioni di movimento.

Una volta ripristinati i gradi articolari ed eliminato il dolore, viene impostato un programma di esercizio terapeutico volto a rinforzare la muscolatura della cosiddetta core stability, vale a dire l’insieme della parete anteriore e posteriore che va dalla linea toracica/dorsale fino al bacino.

La proposta deve essere varia e progressiva, con il reclutamento della muscolatura profonda tramite esercizi in tenuta per lunga durata, per poi passare ad un approccio funzionale con gesti rapidi in rotazione ed estensione, tipici del padel.

A cura di Elisa Scotti e Marco Imperiale

Elisa Scotti

  • Fisioterapia
  • Terapia Manuale Ortopedica
  • Specializzata nelle Patologie delle Corsa
  • Certificato MET (Medical Exercise Therapy)

Marco Imperiale

  • Fisioterapista
  • Orthopaedic Manipulative Physical Therapist (OMPT)
  • Assistente alla Didattica, Master I Livello in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici, Università degli studi di Genova
  • Specializzato nella Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici degli Arti Inferiori (Anca, Ginocchio e Caviglia) e delle Patologie Lombari.
marco_imperiale
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