Scoliosi

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Cos’è la scoliosi?

La definizione di scoliosi è una deviazione laterale della colonna maggiore di 10°. La scoliosi è caratterizzata da una rotazione di un segmento di colonna vertebrale che si sviluppa progressivamente nel corso della crescita.

La scoliosi deve essere differenziata da quelle curve scoliotiche che vengono definite come non strutturate o atteggiamenti scoliotici che sono principalmente caratterizzati dall’assenza del carattere dell’evolutività, tipico invece delle scoliosi.

Ma le scoliosi sono tutte uguali?

Dal punto di vista delle cause si distinguono diversi tipi di scoliosi. La più rappresentata è sicuramente quella idiopatica e cioè quelle senza una causa apparente, che da sola costituisce circa il 70% di tutte le curve. A sua volta è suddivisa in diverse forme a seconda dell’età in cui viene diagnosticata:

  • Infantile (bambini < 3 anni).
  • Giovanile: insorge tra i 3 e i 10 anni.
  • Dell’adolescente: insorge tra i 10 anni e il raggiungimento della maturità scheletrica e rappresenta la maggioranza delle curve che si presentano ad una valutazione ortopedica.
  • Dell’adulto: si manifesta dopo il raggiungimento della maturità scheletrica.

Nella scoliosi idiopatica la causa rimane non definita anche se si sono formulate numerose ipotesi, tra le quali: disfunzioni neurologiche centrali, anormalità del tessuto connettivo e fattori genetici.

Nelle forme secondarie invece, l’eziologia della scoliosi è di facile interpretazione, può essere infatti dovuta a: deformità congenite, post-traumatica, a fenomeni irritativi oppure ad alterazioni metaboliche, nutrizionali o endocrine.

Cosa si modifica nel corpo quando si ha una scoliosi?

Di fatto, la scoliosi è caratterizzata da una rotazione di un segmento di colonna vertebrale che si sviluppa progressivamente nel corso della crescita, sulla base della deformità (anch’essa progressiva) delle singole vertebre interessate.

Si formano quindi, a causa di questa rotazione, una o più curve che alterano aspetto e funzione della colonna e del tronco (curve primitive). I sistemi di equilibrio del Sistema Nervoso Centrale portano alla formazione di curve di compenso (curve secondarie) così che il capo sia allineato con il bacino.

Il più importante segno clinico per la valutazione della scoliosi può presentarsi attraverso il test di Adams. Osservando il paziente flesso in avanti si può notare che un lato della schiena appare più alto rispetto al contro laterale. Questo permette di rilevare la rotazione vertebrale: l’entità di tale dislivello è definito Gibbo scoliotico.

Una scoliosi si può curare?

La scoliosi prima di tutto va correttamente e tempestivamente diagnosticata da un Fisiatra o riconosciuta da un Fisioterapista. Sarebbe quindi opportuno svolgere controlli periodici in quel periodo di età che abbiamo prima identificato come il range di maggior probabilità di sviluppare una scoliosi e cioè nella fase adolescenziale.

Una volta diagnosticata, la scoliosi va classificata in base al suo grado di gravità per poter scegliere l’approccio terapeutico più corretto.

Nei casi più gravi è necessario intervenire chirurgicamente.

Per i casi meno gravi invece l’obbiettivo è quello di fermare o rallentare l’evoluzione della curva. È quindi necessario intraprendere un percorso di Fisiochinesiterapia  strutturato e personalizzato in base al paziente e al tipo di scoliosi per rinforzare e allungare la muscolatura resa debole e accorciata dalla curva stessa.

In molti casi si ricorre, oltre alla fisiochinesiterapia, anche all’utilizzo di busti ortopedici: pur non potendo correggere l’entità della curva, tale approccio ha il compito di controllarne o arrestarne la progressione fino al raggiungimento della maturità scheletrica, oltre la quale le curve non gravi si stabiliscono e perdono il carattere dell’evolutività. 

Cosa fare per prevenire o evitare di peggiorare i problemi posturali?

Le conoscenze attuali hanno ampiamente dimostrato che non vi è correlazione tra il praticare lo sport del nuoto e la prevenzione/cura della scoliosi. Si è al contrario dimostrato che in alcuni casi questo sport può risultare addirittura controproducente.
Le ultime ricerche scientifiche hanno invece dimostrato che gli sport di carico hanno infatti effetti benefici di gran lunga superiori al nuoto.

Per contrastare l’avanzare della scoliosi occorre pertanto svolgere sport che non prevedano mobilizzazioni eccessive della colonna vertebrale. Ancora più indicato risulta svolgere attività fisica o di palestra guidati da uno staff competente ed esperto.  

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